
Sono passati appena cinquant’anni, eppure sembra un secolo e forse più. Ennesima riprova che il tempo sociale non coincide con quello del calendario, giunge l’anniversario del collant, che ha reso libere le donne.
Leggere e pesanti. Lunghe e corte. Di pizzo o con la riga, rock o lucide. A volte persino borchiate. Le calze compiono 50 anni e non passano mai di moda. Con buona pace di Anna Wintour (che continua a esibire gambe nude anche col termometro sotto zero!) collant, leggings e calzini diventeranno un tormentone.
In principio erano le calze di seta, cotone o lana, attaccate a un corsetto o a un reggicalze per non cadere. Avevano per necessità la cucitura posteriore (oggi alla ribalta, e tanto sexy!). Durante la seconda guerra mondiale, spariscono improvvisamente dal guardaroba per l’irreperibilità della loro materia prima, la seta. Ma vengono subito sostituite ingegnosamente da un “trucco”: una riga nera tracciata direttamente sulla gamba. Nel dopoguerra sia in Europa che in America, cominciano a diffondersi le calze senza cucitura, ancora appese ai reggicalze ma più velate, più colorate, più tentatrici.
E’ il 1959 quando Allan Gant, negli Stati Uniti, ha la geniale idea di impiegare il nylon. Sembra che l’innovazione di Gant avesse anche moventi domestici: fare un regalo alla moglie, che si lamentava di calze e relativi armamentari, giarrettiere, reggicalze, ganci.
In ogni caso, il collant è una pietra miliare nei cambiamenti della nostra vita quotidiana, che con misteriosa puntualità giunge proprio prima, e rende possibile un’altra rivoluzione della moda e del costume. Sono gli anni Sessanta, quelli del boom: gli anni della minigonna di Mary Quant. I collant diventano indispensabili. La stilista lancia anche gli hot pants, i calzini al ginocchio e i collant a fantasia. Nello stesso periodo viene inventata anche la Lycra, fibra hi-tech che rivoluzionerà tutti i tessuti.
Negli anni Settanta arrivano i modelli di pizzo, mentre negli Ottanta le versioni eleganti e setose, in stile nudo-chic come nelle foto di Helmut Newton. Questi sono gli anni in cui vengono sdoganati anche i fuseaux (oggi chiamati leggings) che, grazie a film come “Flashdance“, scompaiono dalle palestre per riapparire in discoteca.
Un maestro del bon ton come Armani propone, oggi, un inedito gambaletto da portare a vista, mentre Alberta Ferretti fa sfilare il collant “rigirato”.
Nella stessa stagione, Kristina T. e Blugirl optano per il calzino sul collant, mentre Marni e Gaspard Yurkievich per il gambaletto bicolore con righe sport. E poi Miu Miu e Alexander McQueen che scelgono fuseaux ricamati, Emanuel Ungaro i collant borchiati, Anna Sui i colori e le fantasie acid-folk, D&G le classiche calze a rete, Chanel quelle con la riga. Insomma: quest’anno tutti gli stilisti si sono sbizzarriti, studiando nuovi abbinamenti per la seconda pelle.
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