
Ogni giorno milioni di mamme italiane combattono cercando di dividersi tra lavoro e figli.
Riunioni improrogabili, straordinari irrinunciabili, turni insindacabili, costringono donne in carriera e non, a risolvere qualsiasi imprevisto.
Chi meglio di noi mamme può prendere decisioni fulminee per gestire la telefonata della maestra che ci avverte del mal di pancia del bimbo: “dovrebbe venire a prenderlo, piange a dirotto…”, mentre nell’altra stanza vi aspetta il capo impaziente! O la recita scolastica fissata per le due del pomeriggio, proprio nel giorno in cui dovete consegnare il primo progetto importante affidatovi dopo il rientro dalla gravidanza!
Siamo manager infallibili, con capacità organizzative incomparabili, con una gestione dello stress da supereroe!
Certo, tutte aspiriamo ad un lavoro che ci permetta di seguire i nostri figli con calma, un lavoro part-time pagato come un full-time, magari vicino casa… ma mentre i sociologi tudiano il ruolo delle donne ai vertici del mondo e i politici si arrovellano sul modo di dare istruzione ai nostri figli senza spenderci un soldo, noi continueremo ad impegnarci, magari chiedendo un aiuto al papà, ai nonni, agli amici.
Ma ci insidiano le mamme che hanno “fatto una scelta”. Quelle che non hanno altri pensieri se non la scuola, il parco, il pediatra, i compiti; e che ti dicono “noooo! Li lasci al post-scuola! Ma i bambini ne risentono!”. E vorrebbero convincerti che li stai crescendo male, senza cura, senza affetto… Beh, signore mamme che lavorano, non arrendetevi! Dare il proprio contributo all’umanità, archiviando fatture o curando malati, progettando case o pulendo strade, ci dà la possibilità di vivere una vita piena e soddisfacente, anche quando i nostri bimbi saranno cresciuti e vedranno la loro mamma impegnata e soddisfatta.






